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Canonizzazione

Nelle apparizioni a cui ha assistito, il piccolo Francesco ha visto solo l’Angelo e la Madonna, senza sentire quello che dicevano. E questo fu sufficiente per sviluppare la sua vocazione e il suo ruolo specifico in tutte le apparizioni.

Con lo sguardo completamente centrato sulla luce di ciò che poteva vedere, rimase incantato dalla bellezza di Dio e della Madonna. Più tardi, aiutato dalle spiegazioni di suo cugino e di sua sorella sulle parole dell’Angelo e della Madonna, entrerà nell’esperienza del mistero di Dio: “Eravamo in fiamme, in quella luce che è Dio, e non bruciavamo. Com’è Dio! Non si può dire! È questo che la mente non può mai dire” (MIL, 145).

E sebbene non abbia mai trovato le parole giuste per dire Dio, è stato forse quello che più ha capito e penetrato il suo mistero. Infatti, Francesco si lasciò invadere così intensamente da Dio che, immergendosi in questa presenza divina in un atteggiamento di adorazione, trovò in Dio il senso e la bellezza della sua vita e imparò la lode perfetta (cfr. Mt 21,16).

Basandosi sulla sua esperienza dell’amore compassionevole di Dio per tutti gli esseri umani e rendendosi conto che l’umanità spesso sceglie strade lontane da Dio, Francesco aveva un intenso desiderio di rispondere all’amore di Dio consolando colui che chiamava Gesù nascosto. La testimonianza giunta fino a noi ci dice che “voleva solo consolarlo” (MIL 145), il che ci indica l’intensa preghiera contemplativa di questo bambino, la cui preoccupazione centrale era quella di vivere intimamente in una relazione di amicizia con Dio.


Questa amicizia si nutre del silenzio della Serra d’Aire, che portava Francesco a “pensare a Dio”, a “quanto era bello” e “quanto era triste”, a come voleva dargli la gioia; si nutre delle innumerevoli ore di adorazione eucaristica nell’angolo della chiesa parrocchiale, davanti al tabernacolo, imparando da Gesù a vivere la vita come un dono; si rinnova nella preghiera del rosario, che egli recitava spesso, accogliendosi nel grembo di sua madre, lasciandosi trasformare nell’immagine del suo cuore centrato sul suo Figlio, Gesù. Nella semplicità di questo silenzioso abbandono, si racconta la storia dello sguardo contemplativo e pieno d’amore di Francesco e del tocco con cui il mistero di Dio converte la sua vita in luce per gli altri.